Perché la generazione degli anni 60 e 70 rifiuta di farsi superare dalla tecnologia

Non è una guerra tra generazioni. Anche se molti titoli urlano il contrario. La verità è più sfumata e più fastidiosa per chi ama le etichette: la generazione degli anni 60 e 70 sta costruendo una strategia semplice e personale per non farsi mangiare dalla tecnologia. Lo fa a modo suo. Con pragmatismo, ferocia e qualche gesto rumoroso che i giovani trovano incomprensibile.

Non sono nostalgici a comando

Spesso li dipingono come se vivessero in un museo di mobili anni settanta, fissando la radio a valvole e aspettando che il mondo torni. Niente di tutto questo. Tanta rimembranza esiste ma non è un rifugio. È una base. Hanno imparato che alcune abitudini valgono più di molte app. Sospettano della velocità come misura di progresso. Non perché siano contrari al nuovo, ma perché sanno che rapidita non significa saggezza.

Il criterio del valore

La domanda che si fanno prima di adottare una tecnologia non è quanto sia cool. È qual è il valore concreto che aggiunge alla loro vita quotidiana. Un dispositivo che semplifica veramente una attività viene tenuto. Il resto resta opzionale. Questo filtro potrebbe sembrare conservatorismo ma è in realtà una forma avanzata di economia dell attenzione.

Apprendimento attivo e pigro al tempo stesso

Non aspettatevi che si buttino su ogni manuale tecnico. Imparano pezzo per pezzo. Un figlio mostra come fare una videochiamata e dopo due tentativi sanno regolare volume e illuminazione. Credono nella pratica selettiva e nella ripetizione utile. Spesso correggono errori che l alunno non vede. Non è abilita digitale pura. È memoria tecnica applicata ai problemi concreti.

Una certa maleducazione digitale

Non seguono le mode dei social per mestiere. Si inseriscono quando serve. Partecipano alle discussioni con un linguaggio non curato dalla forma perfetta dei meme. Il risultato è sgradevole per alcuni e rinfrescante per altri. È un modo per rivendicare spazio. Perché la tecnologia oggi spesso assomiglia a un palcoscenico dove parlano solo i meglio progettati. Ma loro hanno il privilegio di non dover piacere a tutti.

Autonomia e controllo

Un tratto che mi colpisce sempre è il loro bisogno di non dipendere. Se un servizio diventa troppo intrusivo lo abbandonano. Si iscrivono per bisogno e si cancellano per sopravvivenza psicologica. Potrebbe essere visto come intransigenza ma è strategia. Preferiscono strumenti che si piegano alle loro regole piuttosto che schiacciarli con le regole degli algoritmi.

Un apprendimento che contiene la frustrazione

Ho sentito molte volte la stessa battuta amara nelle conversazioni: abbiamo visto tempi peggiori. Non è auto compiacimento. È la misura di resilienza. Quando la tecnologia sbaglia loro non perdono la testa, perdono il tempo, che per loro spesso vale di più. In quel tempo costruiscono alternative o ripristinano soluzioni analogiche con pazienza spietata.

Una forma di ribellione misurata

Non è ribellione rumorosa. È sottilmente efficace. Possiedono la capacità di disinnescare mode che proliferano solo per finta necessità. Se una app non regge la prova della vita reale viene ignorata. C è una saggezza pop che i grafici non spiegano. E va riconosciuta per quel che è: selezione culturale, non rifiuto ideologico.

Una parola da ricordare

Steve Jobs una volta disse Stay hungry stay foolish. Lo riportano spesso come mantra dei pionieri digitali. Ma per questa generazione la fame non è per novita fine a se stessa. È fame di senso. E la follia è la disponibilita a sbagliare con metodo.

Posso sbagliare anch io. Racconto quello che vedo e ascolto. Ho amici che hanno imparato a gestire i conti con fogli di calcolo e altri che non vogliono saperne di cloud. Non esiste un unico profilo ma esiste un filo rosso. Scegliere, non subire. E quando scelgono, spesso vincono.

Idea chiave Significato pratico
Filtro del valore Adottano solo cio che risolve problemi concreti.
Apprendimento pratico Imparano con esempi e ripetizione piu che con la teoria.
Autonomia Abbandonano servizi troppo intrusivi e mantengono il controllo.
Ribellione misurata Ignorano mode che non superano la prova della vita reale.

FAQ

Come fanno a non essere sopraffatti dall obsolescenza rapida dei dispositivi?

Per loro l obsolescenza non e un problema psicologico ma una questione di scelta. Comprano meno e meglio. Riparano quando possibile. Preferiscono che un oggetto duri e funzioni piuttosto che essere sempre il primo ad averlo. Questo atteggiamento riduce il senso di frustrazione tipico delle generazioni che rincorrono la novita come scopo.

Hanno paura dei dati personali e degli algoritmi?

Sono sospettosi ma non per teorie cospirative. Valutano i costi. A volte rinunciano per non dover spiegare continuamente scelte complicate ai figli. Altre volte trattano la privacy come un bilancio: quanto controllo cedo e quanto ricevo in cambio. Non e un rifiuto totale ma una negoziazione quotidiana.

Possono diventare influencer digitali?

Si. Molti lo sono gia in modo informale. Non ruotano intorno all estetica perfetta. Portano autenticita e consigli pratici. Quando parlano di un prodotto lo fanno perche lo hanno testato nel mondo reale. Questo tipo di autorevolezza spesso attrae piu fiducia di tante posture curate on line.

Che ruolo hanno i figli nel processo di apprendimento?

I figli sono spesso insegnanti pazienti ma non sempre. A volte uno scambio si trasforma: i genitori imparano strumenti digitali mentre i figli riscoprono il valore delle soluzioni analogiche. Non e solo trasmissione verticale. E scambio continuo e bilanciato.

Come cambiera il rapporto con la tecnologia nei prossimi anni?

Non credo in rivoluzioni nette. Prevengo affinamenti. Aspettatevi che questi approcci filtranti influenzino i servizi piu attenti. Offerte semplici, trasparenti e riparabili troveranno terreno fertile. Chi costruisce tecnologie che rispettano tempo e autonomia degli utenti avra piu chance di successo a lungo termine.

Author

  • Antonio Romano
    Antonio Romano is the professional cook and owner behind Pizzeria Il Girasole, based in Faenza (RA), Italy.
    With years of practical experience in commercial kitchen environments, Antonio oversees daily operations, menu development, ingredient sourcing, and service standards. His work focuses on consistency, preparation methods, and the disciplined execution of traditional Italian cooking techniques.
    Every dish served at Pizzeria Il Girasole reflects hands-on experience rather than theoretical trends. From dough preparation and timing to temperature control and final presentation, Antonio maintains direct involvement in the standards that define the restaurant’s kitchen.

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