Perché chi spiega troppo nasconde sempre qualcosaltro e come riconoscerlo subito

Spieghiamo perché mentiamo a noi stessi quando pensiamo che troppe parole siano sinonimo di chiarezza. Cè un segnale psicologico, sottile ma potente, che si nasconde dietro lurgente necessità di dettagliare anche le cose ovvie. Non è solo insicurezza. È un circuito che rinforza paure antiche e riscrive chi ascolta.

La spiegazione come coperta di Linus dellanima

Quando qualcuno traduce una risposta semplice in un esercizio esegetico, non sta cercando di informare. Sta cercando di prevenire. Il problema è che questa prevenzione crea il paradosso: più cerchi di evitare un giudizio, più lo induci. Ho visto questo pattern decine di volte nel mio cerchio di amici e nella mia esperienza di scrittore: una domanda innocua diventa una lezione. La persona che spiega si affatica e chi ascolta si allontana, perché il dialogo perde ritmo e diventa domanda di validazione continua.

Segnali che la spiegazione è una bandiera rossa

Non è sufficiente contare le parole. Osserva il tempo emotivo. Se la voce accelera, se il respiro si fa corto, se la persona ripete particolari inutili, stai assistendo al tentativo di costruire difese. Questo comportamento mostra che linterlocutore non considera la propria risposta abbastanza legittima per fermarsi a un semplice no, un semplice sì, una spiegazione breve.

Non tutte le spiegazioni sono uguali

È facile demonizzare. No non tutte le spiegazioni eccessive vengono da vulnerabilità. A volte arrivano da formazione professionale: accademici, insegnanti e manager che sono stati allenati a giustificare ogni scelta possono cadere nella trappola. Ma spesso la radice è personale e relazionale. Le spiegazioni eccessive servono a ripristinare un ordine interno che senti minacciato.

“Daring to set boundaries is about having the courage to love ourselves, even when we risk disappointing others.”

— Brené Brown Research Professor University of Houston

Questa osservazione di Brené Brown è cruciale. Quando la spiegazione è un modo per evitare di dire No con voce semplice, stiamo cedendo il controllo della nostra immagine a chi ascolta. La citazione non prescrive durezza. Piuttosto ricorda che il confine chiaro spesso risolve più di cento giustificazioni.

La psicologia dietro la necessità di giustificare

Al cuore del fenomeno ci sono almeno tre cose: paura del rifiuto, ricerca di controllo e vergogna interiorizzata. La paura del rifiuto ti spinge a costruire argomentazioni preventive. La ricerca di controllo ti fa credere che più dettagli offri, più sarai compreso. La vergogna ti convince che senza prove non meriti fiducia. Tutti e tre generano lo stesso effetto: spiegare fino a svuotare i contenuti.

Quando spiegare troppo diventa un problema di relazione

Le relazioni sane tollerano lambiguità. Quando un partner o un collega richiede spiegazioni infinite, la dinamica si corrompe: la conversazione non è più scambio ma verifica. Ho visto coppie in cui il desiderio è scomparso non per mancanza di affetto ma per la continua necessità di rassicurazioni. Con il tempo questa abitudine erode la fiducia piuttosto che costruirla. È paradossale, ma è così: spieghi per essere amato e ottieni sfiducia.

Autorità e leadership in bilico

Nel contesto professionale liperesplicitazione è una perdita di credibilità. Manager che spiegano ogni scelta come se stessero difendendo un reato in tribunale finiscono per sembrare incerti. La persuasione efficace è economica: poche parole scelte con cura sono più persuasive di una conferenza. Questo non rende chi spiega un cattivo professionista, ma rivela la sua relazione con limmagine pubblica.

Rischi neurofisiologici e sociali

Non è solo una questione estetica. Essere costantemente nelle spiegazioni attiva il sistema di allarme del corpo. La produzione continua di parole quando il corpo richiederebbe pausa intercetta funzioni cognitive diverse: memoria, concentrazione, empatia. La persona finisce stanca, meno presente, e le connessioni emotive si modificano. Socialmente, la norma che chiede giustificazioni espande la cultura dellattendibilità: si pretende sempre una prova, anche dove sarebbe accettabile la fiducia.

Una pratica che pochi descrivono

Non esiste una bacchetta magica. Ma qualcosa che funziona nella mia esperienza è introdurre il principio della brevità intenzionale: pronuncia la frase essenziale e fermati. Poi aspetta. Il vuoto non è un fallimento comunicativo. Spesso è la prova di una posizione raggiunta. Se aspetti e il vuoto viene riempito con domande sincere allora hai creato spazio per un dialogo vero. Se viene riempito da richieste di difesa allora sappi che la relazione ha assunto la forma di un tribunale emotivo.

Quando non spiegare è atto di cura

Non spiegare non è rifiutare larena del confronto. È scegliere il modo in cui offri la tua disponibilità emotiva. È rispettare il tuo confine. Io penso che imparare a non sovra-spiegare sia un atto di gentilezza verso se stessi. Non per diventare freddi ma per risparmiare risorse e ridare valore alle parole che contano davvero. È una forma di responsabilità verso chi ascolta: non sovraccaricare con rumore chi ha bisogno di una mappa semplice.

Una provocazione finale

Forse la vera domanda non è Perché spieghiamo troppo ma Cosa speriamo di comprare con quelle spiegazioni. Rispondere a questo nodo cambia tutto. È una domanda che non vuole una risposta definitiva qui. Meglio lasciarla come compito alla prossima conversazione che faremo con qualcuno che non smette di spiegare.

Tabella riassuntiva

Segnale Significato psicologico Impulso pratico
Parlare più del necessario Paura del rifiuto o bisogno di controllo Imporre una regola di brevità e pausa
Ripetizione di dettagli irrilevanti Ricerca di legittimazione Rispondere con una frase essenziale e attendere
Giustificazioni per un no Vergogna o bassa tolleranza allambiguità Allenare il No assertivo senza spiegazioni

FAQ

Perché alcune persone diventano croniche nellover explaining?

Molto spesso perché da bambini hanno imparato che la loro posizione andava difesa per essere accettata. Le prime relazioni plasmano la strategia comunicativa. Se crescere significava giustificare ogni parola per evitare punizioni o disapprovazione, da adulti quel copione persiste. Non è una condanna ma una traccia neurale ripetuta che può essere modificata con pratica e consapevolezza.

Come riconoscere se sono io a esagerare?

Prendi nota della differenza tra informare e difendere. Se ti scopri a elencare prove senza che ti siano richieste o se senti linterno bisogno di convincere chi ascolta allora stai probabilmente spiegando per rassicurarti. Un semplice esercizio è contare le frasi utili in un minuto di conversazione. Se la percentuale di contenuto centro scende troppo allora sei nella zona di sovra spiegazione.

È sempre sbagliato spiegare a fondo in ambito lavorativo?

No. Dettaglio e trasparenza sono essenziali in contesti tecnici. La differenza sta nellintento. Se il dettaglio nasce da necessità operativa è utile. Se nasce da paura di apparire incompetente allora diventa controproducente. La leadership efficace alterna chiarezza essenziale a dettagli tecnici quando servono, evitando la difensiva come default comunicativo.

Come rispondere a chi spiega troppo senza ferirlo?

Prenditi la responsabilità dellascolto e guida la conversazione con domande mirate. Puoi dire con calma: Mi interessa quello che dici puoi sintetizzare il punto principale. Oppure interrompi con empatia e poi rimanda la discussione a un momento più tranquillo. Lidea è ridurre il carico verbale senza trasformare la richiesta in unattacco.

Ci sono esercizi pratici per ridurre la mia tendenza a giustificare tutto?

Sì. Il principale è allenare la pausa. Rispondi in una frase poi fermati. Nota la sensazione di vuoto e non riempirla automaticamente. Un altro esercizio è scrivere una lista di No senza spiegazioni e leggerla ad alta voce. Non perché sia una performance ma perché il corpo deve imparare che il No è già sufficiente.

Quando la quantità di spiegazioni diventa un problema clinico?

La sola tendenza a spiegare troppo non è di per sé un disturbo. Diventa motivo di consulto quando causa angoscia intensa, isolamento sociale o interferisce con il lavoro e le relazioni in misura significativa. In questi casi parlarne con un professionista della salute mentale è una buona scelta per esplorare radici profonde come vergogna cronica o disturbi dansia.

Non esiste una formula perfetta ma esiste una pratica: scegliere le parole con economia e rispetto per se stessi. Spiegare meno a volte equivale a fidarsi di più.

Author

  • Antonio Romano
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