Molti di noi sono cresciuti sentendo che domandare Did that make sense alla fine di una spiegazione è una debolezza comunicativa. Io stesso ho usato quella frase come una rete di sicurezza per anni e ho visto occhi che scivolano via oppure malintesi che si solidificano. Ma l esperienza che ho avuto in riunioni, nelle sale d attesa con clienti e nelle lezioni universitarie mi ha portato a una conclusione contraria e scomoda per molti: chiedere Did that make sense e una forma di sicurezza e non un ammissione di incertezza.
Perché la domanda viene fraintesa
La reazione più comune a questa domanda è di fastidio. Qualcuno la percepisce come un controllo paternalistico oppure come una richiesta di consenso vuota che mette il peso della comprensione sull interlocutore. Certo, esistono usi rituali e svuotati di significato. Ma eliminare la frase per principio e sostituirla con silenzi carichi o frasi alternative a volte non cambia la sostanza del problema: l assenza di verifica formale lascia aperto lo spazio a incomprensioni che poi esplodono in errore operativo.
Una domanda che rimette le parti sullo stesso piano
Chiedere Did that make sense non e solo un controllo sul contenuto. E una mossa sociale. Serve a riallineare i registri conversazionali. Quando posta con autenticita, impone una pausa che aiuta entrambe le parti a ri-considerare il ritmo della conversazione. Non sto dicendo che vada usata ovunque e senza cura. Sto dicendo che il suo valore e spesso sottovalutato perché la si confonde con la mancanza di competenza.
“If somebody says Was that clear Was that make any sense It also sounds like they are questioning their own ability to be clear. Jay Sullivan communications expert and author of Simply Said.”
Jay Sullivan ci ricorda che il tono conta. Ma la scelta di porre la domanda non e automaticamente maldestra. La differenza sta nella convinzione che sottende la domanda stessa.
La psicologia della domanda: fiducia che chiede conferma
Gli esseri umani raramente cercano rassicurazione a caso. Quando una persona in posizione di autorita chiede conferma, trasmette innocente vulnerabilita e controllo allo stesso tempo. E come se dicesse Voglio essere sicuro che stiamo procedendo bene e ho strumenti per correggere subito il tiro. Non e sovrapproduzione di insicurezza. E gestione proattiva del rischio comunicativo.
Un esempio pratico che ho visto funzionare
In una riunione tecnica recente il project manager spiegava un cambiamento di scope. Alla fine ha chiesto Did that make sense e poi ha aspettato cinque secondi senza riempire il silenzio. Due persone hanno sollevato punti critici che nessuno aveva considerato. La riunione si e spostata da una logica di dimostrazione a una di problem solving reale. Se invece il manager si fosse affrettato a dire Bravi allora procediamo con il piano avrebbe perso quella finestra di feedback vitale.
Quando la domanda diventa una performance
Esiste pero un rovescio della medaglia. Frances Frei nel suo intervento ha parlato di una pratica chiamata empathy theater. Una domanda come Did that make sense puo diventare finta, recitata, se non viene seguita da ascolto vero.
“It was almost like empathy theater. Frances Frei professor at Harvard Business School.”
Questa osservazione e cruciale. Se la domanda e rituale e seguita da monologhi e difese allora diventa una strategia retorica che maschera il controllo. La fiducia che comunica e svuotata e il risultato e peggiore di non averla mai posta.
Come trasformarla in strumento autentico
La trasformazione avviene in tre gesti semplici e poco glamour. Primo il tono deciso ma aperto. Secondo l attesa deliberata dopo la domanda. Terzo il fatto di dare seguito a quello che si riceve con modifiche reali alla linea d azione. La domanda non e un fine. E un avvio di dialogo che richiede responsabilita.
Non e solo leadership: e cultura della conversazione
Ho visto team tecnici, vendite e creativi dove la domanda era parte del dna. Non perche tutti fossero insicuri ma perche il gruppo si era allenato a vedere la conferma come un carburante della fiducia reciproca. Chi chiede did that make sense regolarmente sta implicitamente dicendo che accetta di essere criticato pubblicamente e che considera la correzione parte del processo. Spesso sono proprio le persone piu tranquille e autorevoli a farlo, perche non temono di perdere autorita nell ammettere che la comprensione deve essere costruita insieme.
Un punto non banale
Chiedere conferma aiuta a evitare la falsa certezza che spesso accompagna le presentazioni ben costruite. La bellezza di quella domanda e che produce meno lavoro cognitivamente distruttivo in seguito. Preferisco una riunione piu lunga e una implementazione che funziona rispetto a un compendio brillante seguito da correzioni continue.
Le eccezioni e i limiti
Non voglio essere dogmatico. A volte la domanda e inefficace quando la dinamica di potere e fortemente sbilanciata e le persone temono ripercussioni. In quei casi serve prima lavorare sulla cultura del gruppo. Inoltre la frase in inglese puo risultare estranea in contesti dove non tutti la comprendono allo stesso modo. Il punto non e la forma linguistica ma l intenzione di creare spazio di verifica autentico.
Conclusione provocatoria
Se mi chiedete se dovete smettere di dire Did that make sense la mia risposta e no. Dovete pero smettere di dirla per abitudine e ricominciare a dirla con uno scopo. La domanda e un atto di responsabilita conversazionale. Non e autostima calante ma la pratica di chi sa che la comprensione e un oggetto fragile che va toccato con cura. In un mondo che premia apparire certi a ogni costo questa domanda rimane uno strumento di vera sicurezza intellettuale.
Tabella riassuntiva
| Idea | Perche conta |
|---|---|
| Did that make sense come segnale | Indica gestione proattiva del rischio comunicativo e non ammissione di incompetenza |
| Tono e attesa | Determinano se la domanda e autentica o empathy theater |
| Uso nei team | Favorisce cultura del feedback e riduce errori successivi |
| Limiti | Richiede ambiente sicuro e comprensione linguistica |
FAQ
La domanda Did that make sense e sempre consigliabile in una riunione?
Non sempre. La sua efficacia dipende dal contesto e dal tono. In ambienti dove regna il timore di esporsi la domanda puo restare senza effetto o addirittura peggiorare la situazione se non seguita da ascolto concreto. Se tuttavia e proposta da persone autorevoli e con sincero interesse alla risposta, puo trasformare la riunione in uno spazio di allineamento reale. Quindi valutate prima la dinamica e poi scegliete. A volte una versione piu specifica tipo Ho chiarito il punto sulla timeline oppure Cosa vi manca per procedere funziona meglio.
Come evitare che sembri un rituale vuoto?
La parola chiave e la reazione. Se dopo la domanda non cambia nulla allora era rituale. Per evitare cio adottate l attesa di almeno cinque secondi e annotate i punti sollevati. Poi, alla prima opportunita, integrate quei punti nella comunicazione successiva. Questo trasforma la domanda in strumento operativo e non in gesto di facciata.
Esistono alternative linguistiche piu efficaci?
Sono possibili alternative ma non tutte sono equivalenti. Domande aperte che invitano a specificare come Cosa ti e rimasto poco chiaro oppure Quale parte vuoi che approfondisca possono funzionare. L importante e che l alternativa mantenga il senso di interesse reale e la disponibilita a intervenire. Una diversa formulazione non risolve la mancanza di ascolto.
Come insegnare ai team a usare questa domanda bene?
La pratica e la riflessione guidata. Potete introdurre micro esercizi nelle riunioni in cui qualcuno fa la domanda e il gruppo osserva le risposte e il follow up. Registrate i casi in cui la domanda ha portato a correzioni utili e usateli come esempi. L obiettivo e trasformare la domanda in un meccanismo di feedback reale e non in un trucco di presentazione.
Che ruolo gioca la lingua della domanda in team internazionali?
La lingua conta. In contesti internazionali e preferibile usare formulazioni che siano comprese da tutti o tradurre il senso in modo semplice. L intenzione deve essere chiara: non chiedere per cortesia ma per allineamento. Quando la stessa pratica viene adottata in piu lingue nel team crea coerenza comunicativa e fiducia reciproca.