Non è una storia da social. È la nuova normalità nelle aule dove, tra appunti di statistica e discussioni su tesi, compaiono slide intitolate «Come fare il bucato» o «Come leggere una busta paga». La generazione che sa montare contenuti virali in mezzora sembra arrancare sulle cose che un tempo si imparavano in casa o sul lavoro. Questo fenomeno è diventato così visibile che molte università hanno risposto con corsi pratici catalogati come Adulting 101 o corsi di life skills.
Perché succede adesso
Non c è una sola causa. Ci sono fattori economici che spingono i giovani a restare più a lungo sotto il tetto famigliare. Ci sono cambiamenti tecnologici che permettono di delegare attività pratiche a servizi online. C è la pandemia che ha sospeso interazioni reali e lavori part time. E poi c è la politica educativa: i programmi scolastici si sono concentrati su competenze cognitive misurabili lasciando poche ore per attività manuali o domestiche.
Un gap tra sapere e saper fare
Osservare uno studente prepararsi per un esame avanzato e poi non sapere come aprire un conto corrente non è solo curioso, è rivelatore. L università è stata tradizionalmente il luogo in cui maturano autonomia e responsabilità. Oggi molte istituzioni riconoscono che l alta qualità dell insegnamento accademico non garantisce l autonomia nella vita quotidiana. Così nascono workshop su spese domestiche, gestione del tempo, e persino su come affrontare un colloquio dal punto di vista pratico e umano.
Kids are growing up less independent. Theyre less likely to learn how to do adult things as high school students. Then they get to university and they still dont know.
La battuta di Jean Twenge non è un’accusa fine a se stessa. È un richiamo al fatto che l autonomia si costruisce con errori pratici e con la possibilità di sbagliare, non solo con lezioni teoriche.
Imparare a vivere come materia
I corsi non si limitano a elenchi di mansioni. In molte università vengono pensati come percorsi che combinano competenze pratiche con esercizi di gestione delle emozioni e delle relazioni. Spesso sono moduli brevi integrati nell orientamento o nella prima annualità. In altri casi sono laboratori intensivi in cui si simula la firma di un contratto d affitto, o si organizza un budget mensile reale con spese simulate.
Non è vergogna chiedere aiuto
Qualcuno storcerà il naso e parlerà di decadenza generazionale. Io invece vedo una risposta pragmatica a un problema reale. Chiedere aiuto non è sinonimo di debolezza culturale, ma di adattamento. Le istituzioni stanno colmando un vuoto che è tanto sociale quanto educativo. Il rischio è trasformare questi corsi in una scatola di competenze prescritte senza sufficiente spazio per l esperienza personale; abbiamo bisogno di più pratica, meno checklist.
Qualcosa che i numeri non dicono
Le statistiche su frequenza e abbandono non raccontano la sensazione che vedo nelle aule: studenti che arrivano con una fragilità pratica e un carico emotivo che spesso pesa più di una prova scritta. Non è sempre colpa dei genitori. Non è solo colpa della tecnologia. È l esito di un sistema che ha frammentato i passaggi che una volta costruivano l autonomia, e non ha stato ancora deciso dove ricucirli — in famiglia, a scuola o altrove.
Osservazione personale
Ho visto ragazzi imparare a cucinare un piatto semplice e, nel farlo, scoprire ritmi più lenti che rallentano l ansia degli esami. Ho visto altri imparare a leggere un contratto e sentirsi per la prima volta responsabili di un impegno. Questi sono cambiamenti che non si misurano solo con un voto, ma con una nuova percezione di sé.
Il problema politico ed economico
In un contesto dove il costo degli affitti e la precarietà del lavoro sono alti, l indipendenza richiede più risorse che buone intenzioni. Le università possono insegnare a compilare moduli e cucinare una pasta decente, ma non possono risolvere carenze di reddito o di politica abitativa. Qui si apre una discussione che va oltre il singolo corso: quale responsabilità hanno le istituzioni pubbliche nel creare le condizioni per l autonomia giovanile?
Uno sguardo non convenzionale
Non credo che la risposta sia tornare al passato. Non voglio che la scuola diventi un deposito di abilità domestiche a scapito del pensiero critico. Ma credo che una riorganizzazione dei curricoli che includa spazi di pratica quotidiana non sia un lusso ma una necessità. Imparare a vivere non deve essere un ripiego, deve essere parte di un progetto educativo coerente.
Conclusione parziale
La generazione Z non è né fragile né miracolosa. È il prodotto di cambiamenti sociali complessi. I corsi di adulting sono un segnale: un sistema che sa riconoscere un vuoto e prova a colmarlo. Se funzioneranno davvero lo diranno i prossimi anni, quando quei giovani non chiameranno più i genitori per chiedere come bollire un uovo ma per discutere di progetti e di futuro.
| Problema | Intervento osservato | Effetto sperato |
|---|---|---|
| Mancanza di competenze pratiche | Corsi Adulting 101 workshop in università | Maggiore autonomia quotidiana |
| Stress legato a gestione finanziaria | Laboratori di budgeting e gestione del credito | Riduzione dello stress finanziario e miglior rendimento accademico |
| Isolamento pratico post pandemia | Attività esperienziali e simulazioni | Ripresa delle competenze sociali e pratiche |
FAQ
1 Chi propone questi corsi e perché
Università pubbliche e private insieme a centri per l orientamento studentesco hanno iniziato a offrire workshop pratici. L obiettivo dichiarato è ridurre abbandoni e stress migliorando competenze che influiscono sulla vita accademica e sulla stabilità personale.
2 Questi corsi sostituiscono la famiglia
No. Sono un complemento. In molti casi funzionano come rete di sicurezza per studenti che non hanno avuto certe esperienze a casa. Non dovrebbero sostituire l educazione familiare ma integrare ciò che il contesto domestico non ha potuto dare.
3 Sono utili per tutti gli studenti
Non tutti ne hanno bisogno allo stesso modo, ma offrire opportunità pratiche amplia l equità. Studenti con background diversi possono trovare strumenti concreti per gestire problemi quotidiani che altrimenti diventerebbero ostacoli insormontabili.
4 Questi corsi risolvono i problemi economici dei giovani
Non direttamente. Possono migliorare capacità di gestione delle risorse personali ma non cambiano il contesto macroeconomico. Servono politiche pubbliche coordinate per affrontare questioni come il costo degli alloggi e la precarietà lavorativa.
5 Come capire se uno studente ha bisogno di questo tipo di corso
Segnali comuni sono difficoltà nella gestione quotidiana che influiscono sul rendimento accademico come ritardi continui per pagamenti, problemi di alimentazione o isolamento logistico. I servizi di orientamento universitari di solito valutano questi bisogni tramite colloqui e questionari.
6 Che ruolo può avere la tecnologia
La tecnologia è un doppio strumento. Può semplificare molte operazioni ma anche nascondere competenze dietro a interfacce. L idea è usare la tecnologia come supporto senza delegare completamente l apprendimento pratico.
Alla fine resta un fatto: insegnare a vivere non è un insulto, è una pratica educativa. E il vero fallimento sarebbe trattare questo tema come una moda invece che come una priorità collettiva.