Per anni abbiamo ripetuto la stessa liturgia domestica: 19 gradi, punto. Era comodo, semplice e dava lidea che si stesse facendo la cosa giusta sia per il portafoglio sia per il pianeta. Ma la retorica del numero unico non regge più. Negli ultimi due anni un coro di studi tecnici, linee guida sanitarie e consigli di termotecnici ha spostato lattenzione dalla dittatura dei 19°C a una visione più sfumata e pragmatica. Non è una rivoluzione rumorosa. È una revisione lenta, fatta di condizioni, contesti e corpi reali che stanno seduti sul divano, lavorano al computer o dormono con i piedi freddi.
Perché 19°C non è più il dogma
La risposta banale sarebbe dire che le case sono cambiate. Ma non basta. La verità è che il concetto di comfort termico è multiassiale: non conta solo laria che misura il termometro, ma anche l’umidità, la temperatura delle pareti, il materiale del pavimento e quello che indossiamo. Se il pavimento è ghiacciato e le pareti sono fredde, 19°C può sembrare una condanna. Se la tua casa è moderna, ben isolata e asciutta, 19°C può essere adeguato. Il punto è che il numero da solo non dice chi siamo né come viviamo il nostro spazio.
La scienza ha spostato la lente
Negli studi più recenti, gli esperti parlano di fasce di temperatura più che di punti fissi. Per le zone di vita quotidiana la nuova forbice che emerge spesso è tra i 20 e i 21°C; per le camere da letto si scivola verso valori più freschi intorno ai 17 19°C; per chi è più vulnerabile la soglia raccomandata sale di nuovo verso i 21 22°C. Non è miracolo tecnico, è aggiustamento di prospettiva: non si vuole riscaldare di più per vane comodità ma proteggere salute funzione e patrimonio edilizio evitando sbalzi termici aggressivi.
Indoor housing temperatures should be high enough to protect residents from the harmful health effects of cold. For countries with temperate or colder climates 18 °C has been proposed as a safe and wellbalanced indoor temperature to protect the health of general populations during cold seasons. World Health Organization Housing and Health Guidelines 2018.
La mia esperienza personale e qualche verità poco comoda
Abito in un appartamento con muri in pietra e un pavimento che sembra avere memoria di freddo. Per anni ho martellato il termostato come se fosse una clava: giù fino a risparmiare, su per disperazione. La lezione che ho imparato è semplice e poco romantica. Risparmiare non significa vivere con le dita delle mani intorpidite. Risparmio vero arriva da coerenza termica: almeno due gradi in più ben mantenuti spesso costano meno di continui alti e bassi che costringono la caldaia a ripartire con rabbia.
Stabilità contro oscillazione
Più che il numero, conta la stabilità. Una casa che oscilla tra 17 e 23°C consuma e si usura di più rispetto a una impostata stabile a 20 21°C con piccoli ausili localizzati quando serve. È controintuitivo ma è così: le superfici fredde accumulano umidità e condensa e quel problema costa poi in salotti rovinati e muffe silenziose.
Cosa fare concretamente senza rituali moralisti
Prima scelta: pensa in zone non in diktat. Se passi la giornata al piano di sopra, riscalda il piano di sotto il giusto per le poche ore la sera e intensifica la coibentazione delle stanze che usi di più. Seconda scelta: presta attenzione allumidità. Un ambiente secco a 20°C può sembrare molto più confortevole di uno umido a 19°C. Terza scelta: usa soluzioni locali intelligenti. Un tappeto spesso una coperta termica o una fonte di calore puntuale per mezzora sono scelte sensate e meno costose rispetto a scaldare lintera casa di mezzo grado.
Quando alzare la temperatura conviene davvero
Se in casa ci sono anziani bambini piccoli persone con patologie respiratorie o cardiache il ragionamento cambia: il rischio sanitario supera quello economico. In questi casi la nuova normalità è tendere verso 21 22°C nelle aree occupate: non per lusso ma per protezione reale. Allo stesso modo in giornate di gelo intenso una soglia leggermente più alta evita problemi a muri e impianti e riduce la probabilità di consumi straordinari della caldaia.
Un punto fastidioso: il risparmio è variabile
Molti calcolano risparmi in percentuali generiche per grado. È un forcone utilissimo per i titoli di giornale ma povero di verità quotidiana. Il guadagno reale dipende dallisolamento dalle abitudini di ventilazione e dal tipo di impianto. In una casa ben isolata abbassare di un grado può far risparmiare qualcosa; in una casa con ponte termico quel grado può tradursi in condensa sulle pareti. Il messaggio quindi è: sperimenta con metodo e misura. Siediti sul divano, aspetta unora e valuta come ti senti e come reagisce limpianto.
Un pensiero non conclusivo
È probabile che i prossimi anni ci porteranno linee guida ancora più granulari: sensori che leggono non solo la temperatura ma la temperatura delle superfici, l’umidità localizzata e persino la velocità dell’aria. Nel frattempo non cedere alla tentazione di far diventare la casa un esperimento estetico di sacrificio. Lenergia non è solo una questione di numeri ma di scelte che proteggono persone e case senza colpevolizzare chi non può spendere di più.
Tabella riassuntiva
| Zona | Intervallo consigliato | Quando alzare |
|---|---|---|
| Soggiorno durante occupazione | 20 21°C | Se presenti anziani bambini o in caso di pareti fredde |
| Camera da letto | 17 19°C | Se si soffre il freddo usare più biancheria notturna |
| Quando si è assenti qualche ora | 18 19°C | Più basso solo per assenze lunghe o vacanze |
| Bagno (durante uso) | 22 24°C | Per evitare shock termici al momento delluscita |
FAQ
1 Qual è la temperatura migliore per risparmiare senza soffrire?
Non esiste una cifra magica. Per molte persone impostare la zona giorno a 20 21°C e la notte a 17 19°C permette un buon compromesso tra comfort e spesa. Il vero risparmio viene da coibentazione e stabilità della temperatura non da accensioni e spegnimenti frequenti.
2 19°C è pericoloso per la salute?
Per la maggior parte delle persone 19°C non è immediatamente pericoloso. Tuttavia alcune linee guida sanitarie indicano 18°C come soglia minima di sicurezza per la popolazione generale in climi temperati e raccomandano temperature più alte per chi è vulnerabile.
3 Devo tenere sempre la stessa temperatura in tutta la casa?
No. La strategia moderna è zonale. Riscaldare le stanze che si usano e ridurre altrove limita i consumi reali e migliora il comfort individuale. Usare porte chiuse tappeti e coperte è efficace e spesso più economico.
4 Un grado in più quanto incide realmente sui consumi?
Dipende molto dallisolamento e dal sistema di riscaldamento. In generale si stima che mantenere la temperatura più alta per lunghe durate aumenti i consumi in percentuali visibili. Ma se un grado in più evita cicli frequenti e protegge le superfici fredde può risultare più efficiente nel medio termine.
5 Come capire se la mia casa perde calore più del dovuto?
Un test semplice è notare come reagisce la casa: se alzare il termostato di due gradi non porta rapido miglioramento della sensazione di calore probabilmente ci sono dispersioni. Un audit energetico professionale o termografie possono rivelare ponti termici e difetti di isolamento.
6 Vale la pena installare termostati intelligenti?
Sì ma con criterio. I termostati intelligenti aiutano nella gestione oraria e zonale e possono imparare abitudini. Non risolvono però problemi di isolamento o di umidità e quindi vanno visti come parte di una strategia più ampia.
Non consegno una verità ultima. Ti do un invito: prova un weekend a impostare 20 21°C nella zona giorno e osserva come si comporta la casa e come ti senti. Misura non giudicare. E adattati alle tue persone alle tue pareti e alla tua vita.