Succede spesso. Qualcuno ti fa un complimento e invece di sentirti lusingato provi un piccolo gelo, un senso di sospetto, o addirittura la voglia di sminuirlo. Non è un riflesso di ingratitudine. È un segnale: qualcosa dentro di noi non riesce a sincronizzarsi con la parola gentile che arriva dallaltro.
Un disagio che non è solo timidezza
La reazione scomoda al complimento non è un difetto morale né una semplice timidezza sociale. È spesso il punto dincrocio tra la nostra immagine interna e limmagine che gli altri ci restituiscono. Quando le due mappe non coincidono, il cervello si irrigidisce. Non è raro che una lode diventi un piccolo esperimento di verità: mi piace davvero quello che dicono o è una cosa detta per educazione? Se la risposta non arriva, il corpo preferisce ritirarsi.
Il tradimento dellautostima
Chi cresce con una base dinsicurezza tende a sviluppare una sorta di aspettativa predittiva negativa. Un complimento può suonare come una notizia che contraddice la previsione. La mente allora cerca spiegazioni alternative: ero fortunato, non è vero, ha sbagliato persona. Meglio sdrammatizzare. Me la ricordo spesso nei miei anni da freelance: quando mi elogiavano per un pezzo riuscito, la prima reazione era dire che potevo fare di meglio. Era più comodo che accettare lidea che quel pezzo dicesse qualcosa di vero su di me.
Complimenti e responsabilità implicita
Uncomplimento non è mai solo una frase cortese. Spesso racchiude unimplicazione: riconosce una qualità, un risultato, una scelta. Accettarlo significa assumersene la responsabilità. Per alcuni questo è minaccioso: accettare la lode vuol dire alzare la posta, rimanere allaltezza di quella immagine. Il timore della caduta è reale e può trasformare il complimento in un piccolo boomerang emotivo.
La cultura del merito e la trappola della sicurezza
In un ambiente che enfatizza il continuo miglioramento, un complimento può essere vissuto come un giudizio che pesa. Ti hanno definito bravo e ora ci si aspetta che tu continui a esserlo. Meglio restare nella zona grigia, dove le aspettative non si cristallizzano. Questo atteggiamento lo vedo soprattutto nelle persone che lavorano in campi creativi: cè la paura che lodare oggi significhi essere incasellati domani.
Il linguaggio del complimento sbagliato
Non tutti i complimenti vengono creati uguali. Ci sono lodi che sminuiscono il percorso nascosto dietro un risultato e laltre che invece valorizzano il processo. La differenza conta. E qui entra in scena una delle intuizioni psicologiche più utili: lodare un tratto immutabile da una parte eleva ma dallaltra blocca. Lodare lo sforzo invece spalanca spazi di azione. Non è una regola morale ma una buona pratica sociale.
“Praising childrens intelligence harms their motivation and it harms their performance.”
Carol S Dweck Professor of Psychology Stanford University.
Questa obiezione che Dweck ha mostrato nei suoi studi non parla solo dei bambini. Si riverbera negli adulti: complimenti vaghi che si appiccicano a unidentita fissa creano aspettative e fragilità. Quando la lode sembra una targhetta permanente, laccettazione diventa un rischio.
La relazione come specchio distorto
Chi ci fa il complimento conta. Le parole che arrivano da qualcunoche conosce la nostra storia suonano in modo diverso rispetto a quelle di un estraneo. Se la fonte ha dato ripetutamente segnali di critica, la lode improvvisa può sembrare sospetta. È una dinamica che ho visto spesso: complimenti tardivi da parte di persone che prima hanno svalutato trasformano la parola buona in un test manipolativo.
Il caso della lode ritardata
Immagina un capo che per anni minimizza il tuo lavoro e poi un giorno ti fa i complimenti davanti a tutti. È difficile non chiedersi quale tornaconto ci sia. Il complimento perde innocenza e diventa un atto con intenzione nascosta. Ecco perché, per molte persone, la fiducia è la valuta che rende i complimenti spendibili.
Vulnerabilità e il prezzo di sentirsi visti
Accettare una lode è un atto di esposizione. Per chi teme il rifiuto, mostrarsi valorizzato è rischioso quanto mostrarsi imperfetto. Qui torniamo a temi di vulnerabilità che non sono banali. Il timore non è solo di perdere quel riconoscimento; è di scoprire che il proprio valore è fragile e dipende dallesterno. A volte è più comodo negare la gentilezza che riconoscerla.
“Vulnerability is the birthplace of innovation creativity and change.”
Brené Brown Research professor University of Houston.
La citazione di Brené Brown richiama un punto chiave: la capacità di accogliere complimenti va di pari passo con la capacità di essere vulnerabili. Non significa che accettare un elogio sia semplice ma che dentro quel gesto cè sempre la possibilità di trasformazione.
Non tutto è patologico. A volte è strategico.
Ci sono persone che rifiutano i complimenti per motivi funzionali. In certi contesti professionali la modestia strategica evita invidie o aspettative. Non cè sempre unproblema emotivo. A volte è calcolo sociale. Questo ambivalente atteggiamento è antico e sorprendentemente efficace: attenua il rischio mentre mantiene relazioni fluide.
Quando il rifiuto è una performance
Se la negazione della lode diventa unabitudine controllata, rischia di diventare una recita. A quel punto il complimento perde significato per entrambe le parti. Tornare a una pratica sincera richiede coraggio: provare ad accettare, vedere cosa succede, rischiare il disallineamento e sopravvivere.
Che fare dunque
Non esistono istruzioni universali ma alcuni piccoli esperimenti possono rompere la dinamica. Prova ad accettare un complimento senza spiegazioni. Sospendi la tua obiezione interna per cinque secondi e senti cosa succede. A volte basta assaporare il momento per ridurre il sospetto. Altre volte serve più lavoro e forse un confronto con chi te lo ha rivolto.
Non voglio semplificare tutto con rituali facili. Lasciare aperte certe parti del discorso aiuta a capire che il disagio non è una condanna ma un invito a guardare più a fondo. Il complimento che prima dava fastidio può, con il tempo, diventare un piccolo strumento di conoscenza di sé.
Riflessioni finali
Non sono un sostenitore dellaccettazione a tutti i costi. A volte il rifiuto è giusto. Ma confondere la capacità di ricevere con lindulgenza è un errore. Imparare a ricevere una parola buona è una pratica sociale e personale. È su quel confine che si misura la nostra disponibilità a essere visti e riconosciuti senza scappare.
Per chi legge: la prossima volta che qualcuno ti dice qualcosa di bello, prova a restare in quel momento. Non per gli altri ma per vedere che cosa succede dentro di te. Non aspettarti miracoli. Aspettati invece un piccolo segnale che ti dirà se quello spazio è ancora chiuso o se si può aprire.
Tabella riassuntiva dei punti chiave
Motivo Il perché. Meccanismo Come si manifesta. Strategia Cosa provare.
Disallineamento dellautopercezione. La lode contraddice la visione interna. Sospendere lobiezione per cinque secondi.
Responsabilità implicita. Accettare la lode significa aumentare le aspettative. Valutare se si vuole assumere quel ruolo.
Fonte non attendibile. Loda proveniente da chi ha criticato prima. Cercare chiarimenti o osservare ripetute conferme nel tempo.
Lode che etichetta. Complimenti che definiscono come tratto fisso. Preferire lodi sul processo e sullo sforzo.
FAQ
Perché mi sento sempre imbarazzato quando ricevo un complimento?
Dimostra che la tua mappa interna non riconosce quel dato esterno. Limbarazzo è il segnale di una discrepanza. Vale la pena chiedersi se questa discrepanza è storica cioè nata da esperienze passate o se è strategica e funzionale al contesto sociale in cui vivi.
Accettare un complimento vuol dire dover essere sempre allaltezza?
Non necessariamente. Talvolta il complimento apre una nuova aspettativa. Ma puoi accettare la parola buona come un riconoscimento momentaneo senza trasformarla in un destino. È una scelta che riguarda il modo in cui interpreti linvito.
Come rispondere a un complimento senza sembrare esagerato?
Una risposta semplice e autentica spesso funziona meglio di spiegazioni complesse. Un grazie detto con attenzione e magari un breve riconoscimento della collaborazione o del contesto può mantenere la relazione onesta senza annullare la tua esperienza interna.
I complimenti sul lavoro sono diversi da quelli privati?
Sì perché implicano dinamiche di potere e aspettative continuative. È utile distinguere tra uncomplimento occasionale e un riconoscimento che potrebbe influenzare la carriera. Nel secondo caso vale la pena valutare il contesto prima di rispondere.
È sbagliato rifiutare sempre i complimenti?
Non è automaticamente sbagliato ma se il rifiuto è automatico e impedisce ogni gioia o riconoscimento, allora può diventare un problema. Lavorare sulla capacità di ricevere può aumentare la qualità delle relazioni e la fiducia in sé senza essere una resa.