Non è un vizio indulgente né un trucco per evitare capricci. Quando gli adulti lasciano vincere i bambini ai giochi succede qualcosa di preciso e spesso sottovalutato. In questo pezzo provo a spiegare perché certe volte conviene perdere con intenzione e quando invece è sbagliato farlo sempre. Parlerò da chi ha visto partite rovinate da orgoglio e vittorie costruite come certezze di cartapesta. Non cerco la verità unica. Propongo una mappa, con angoli d ombra e qualche strada chiara.
Un gesto piccolo con conseguenze grandi
Immagina una serata di famiglia. Tavolo, dadi, carte. Il nonno sorride e fa cadere apposta la torre di Jenga. La sorellina salta sul divano vittoriosa. Quel momento ha un sapore: è semplice e immediato. Non è solo la gioia della bambina. È la sensazione che il mondo concede spazio alla sua competenza. Gli adulti che concedono questo spazio stanno manipolando l ambiente sociale per offrire un assaggio di successo che il bambino potrà interiorizzare.
Non è una tecnica da manuale
Voglio essere franco. Non mi piace chi estetizza il gesto come se fosse sempre la scelta morale migliore. Lasciare vincere non è una panacea. Quando diventa regola viene a mancare il valore del merito e del confronto con gli altri. Ma trattato con misura è uno strumento potente per accendere la voglia di giocare ancora, tentare di più e rischiare nuove strategie.
Cosa dice la psicologia infantile
Gli psicologi che studiano il gioco e lo sviluppo sociale ribadiscono una cosa: il gioco è un laboratorio emotivo. Nel laboratorio si prova il successo, si sperimenta la frustrazione e si impara a regolare le reazioni. L atto di vincere spesso agisce come carburante motivazionale. Per bambini molto piccoli una vittoria genuina stimola la fiducia di sé e la predisposizione a ripetere il comportamento che ha portato al risultato.
Lucy Rycroft Smith Senior Lecturer and researcher National Numeracy. Please please do not let children win ever cautions that children learn from models of successful gameplay and that fair predictable rules are essential for learning decision making and resilience.
La citazione di una ricercatrice che lavora sul gioco e sull apprendimento numerico vale qui per quello che dice sul valore di un ambiente prevedibile e giusto. Quando la vittoria è manipolata fino alla farsa, il bambino perde l opportunità di osservare e imitare scelte efficaci.
Un equilibrio pratico
Non serve un rigore da allenatore olimpico. Servono invece tre mosse semplici e meno evidenti di quanto sembrino. Primo, modulare la difficoltà del gioco per adattarla all età. Second, offrire feedback durante la partita senza annullare la posta in gioco. Terzo, celebrare il processo oltre al risultato. Quando questi elementi sono presenti anche una vittoria concessa può diventare un anello di una catena che porta alla vera competenza.
Dr Amanda Gummer Research psychologist Founder The Good Play Guide. By feeling what it is like to succeed and equally how it feels to fail children learn to manage these emotions successfully in other walks of life.
La voce di una esperta del gioco evidenzia la dialettica del successo e della sconfitta. Vincere occasionalmente non rimuove la necessità di insegnare a perdere con grazia. Anzi, quei due poli si sostengono a vicenda nella costruzione della fiducia reale.
Quando lasciare vincere aiuta davvero
Ci sono situazioni in cui la concessione è un acceleratore sano. Nei giochi che richiedono abilità non ancora maturate, dare al bambino una vittoria occasionale alimenta il desiderio di riprovare. In contesti dove la frustrazione diventa rifiuto verso il gioco stesso, la vittoria costruita può evitare l abbandono precoce di un attività che invece lo arricchirebbe.
Non confondere gratificazione con competenza
Un avvertimento netto. La gratificazione passeggera non equivale a competenza acquisita. Se la vittoria è artificiale e non collegata ad alcun apprendimento, si rischia di creare aspettative irrealistiche. Il bambino potrebbe imparare a cercare scorciatoie emotive invece che a migliorare le proprie abilità. Il confine è sottile e va vigilato.
Strategie pratiche per adulti che vogliono fare bene
Prefisso la lista: non è una ricetta segreta. È pratico, spesso poco spettacolare e funziona. Giocare con il principio della handicappatura è intelligente. Ridurre la forza o togliere certi vantaggi all adulto senza fingere di non giocare bene. Spiegare le scelte. Offrire suggerimenti strategici durante la partita. E soprattutto restare onesti: quando il bambino vince perché ha fatto scelte corrette, lasciarglielo godere senza metterne in dubbio la conquista.
La variabile relazionale
Ciò che conta più di tutto è la relazione tra chi gioca e il bambino. Un adulto che usa la vittoria come premio manipolativo perde credibilità. Un adulto che accoglie il gioco come spazio condiviso costruisce fiducia. Personalmente ho visto genitori che chiedevano vittorie come pegno d affetto e altri che lasciavano vincere come strategia educativa. La differenza sta nella coerenza del messaggio affettivo. Se ami non manipoli emozioni per ottenere obbedienza.
Non è il gioco che insegna ma il discorso attorno al gioco
Lo dico senza troppi giri: la partita è un pretesto. Ciò che trasforma una vittoria in crescita è la conversazione che segue. Chiedere come è arrivato al punto, cosa ha provato, cosa vorrebbe provare la prossima volta. Senza quella debriefing la vittoria resta un lampo e non un mattone per l autostima. La psicologia ci insegna che il senso attribuito all esperienza è ciò che la rende apprendimento duraturo.
Conclusioni parziali e qualche domanda rimasta aperta
Lasciare vincere è uno strumento. Come tutti gli strumenti va usato con criterio. Può costruire una fiducia che spinge il bambino a tentare ancora. Può anche diventare una scorciatoia che impedisce la crescita. Per me la regola d oro è questa: non usare la vittoria come palliativo permanente ma come leva temporanea per inclinare il bambino verso l impegno e la scoperta di sé.
Ciò che non ho spiegato del tutto e che non voglio raccontare con certezze è quando esattamente passare dalla concessione al confronto duro. Ogni bambino ha la sua soglia. E troppo spesso i genitori non la misurano ma la interpretano con il filtro delle proprie paure. Questa rimane una questione aperta che merita attenzione quotidiana più che una sentenza definitiva.
Tabella sintetica delle idee chiave
| Idea | Perché conta |
|---|---|
| Vittoria concessa moderatamente | Accende la motivazione e l interesse per il gioco |
| Vittoria artificiale permanente | Riduce l opportunità di apprendere dalle sconfitte |
| Handicap e feedback | Permettono vittorie sincere e apprendimenti reali |
| Debrief dopo la partita | Trasforma l esperienza in apprendimento e autostima |
| Coerenza relazionale | Garantisce che la vittoria non sia manipolazione emotiva |
FAQ
1 Quando lasciare vincere è utile?
È utile quando il bambino è piccolo e rischia di abbandonare il gioco per frustrazione. È utile anche quando occorre rinforzare la partecipazione e la fiducia iniziale. La condizione necessaria è che la vittoria sia collegata a un piano che mira al miglioramento delle abilità e non solo al sollievo emotivo temporaneo.
2 Non è meglio insegnare subito a perdere?
Insegnare a perdere è fondamentale ma non escludente. Le due cose possono coesistere. Se un bambino sperimenta sia vittorie autentiche sia sconfitte gestite con cura acquisisce una rappresentazione equilibrata del proprio valore e una capacità pratica di resilienza.
3 Come capire se sto esagerando nel lasciare vincere?
Se il bambino non mostra progressi nelle abilità richieste dal gioco o se chiede vittorie come abitudine, probabilmente si sta esagerando. Un indicatore utile è la reazione a una sconfitta controllata. Se crolla emotivamente davanti a una perdita lieve potrebbe significare che la resilienza non si è costruita.
4 Posso usare la strategia anche con più bambini insieme?
Sì ma con attenzione all equità. In presenza di bambini di età diversa la modulazione della difficoltà e la definizione condivisa delle regole aiutano a mantenere il senso di giustizia. Spiegare le modifiche prima di iniziare evita fraintendimenti e insegna negoziazione sociale.
5 Che ruolo hanno i giochi di cooperazione?
I giochi cooperativi sono una alternativa valida perché spostano l attenzione dalla vittoria individuale a obiettivi comuni. Sono strumenti potenti per costruire competenze sociali e autostima collettiva senza dipendere da vittorie individuali manipolate.
6 Come intervenire se un adulto usa la vittoria per manipolare?
In quei casi la questione è relazionale e va affrontata parlando con l adulto coinvolto. Esplorare le motivazioni dietro il comportamento aiuta a rimuovere dinamiche dannose. L obiettivo è riportare il gioco a uno spazio di fiducia e crescita reciproca.
Non tutto è risolvibile in un articolo ma se c è una certezza è che giocare insieme resta una delle occasioni migliori per imparare a conoscere i bambini e se stessi. Sbagliare è parte della pratica e perfino la vittoria che viene concessa può essere una buona maestra se usata con cura.