Le persone sui 70 anni rimpiangono ciò che non hanno provato. La psicologia conferma questo modello

Ogni volta che incontro persone nella settantina noto una stessa distanza negli occhi, come se tenessero ancora in tasca un biglietto per un viaggio che non hanno preso. Le persone sui 70 anni rimpiangono ciò che non hanno provato. La psicologia non si limita a confermare questo sentimento comune ma ci spiega perché quei rimpianti rimangono, si stratificano e talvolta diventano il racconto dominante dellultimo atto della vita.

Non è solo nostalgia. È un errore di prospettiva che si accumula.

Parlare di rimpianti come se fossero piccoli rimorchi emotivi non basta. Cè una dinamica precisa: i rimpianti correlati a cio che non si è fatto tendono a durare più a lungo. Questo non è un sentimento poetico ma un risultato robusto della ricerca psicologica moderna. Thomas Gilovich, professore di psicologia alla Cornell University, ha studiato le differenze tra rimpianti per azioni compiute e rimpianti per omissioni. In unintervista ha osservato che spesso quel dolore non sparisce semplicemente col tempo: “there really isn’t a change in the intensity of either action or inaction regrets. There’s just a substitution of the kinds of things that you’re regretting.”.

Perché la settantina è un amplificatore di mancati tentativi.

Quando hai 70 anni la finestra delle opportunità appare più stretta e molte scelte passate assumono peso simbolico. Non tutte le persone sentono questo peso alla stessa maniera ma statisticamente emerge un pattern: i rimpianti legati alla persona che avremmo potuto essere sono più frequenti e più duraturi rispetto a quelli legati ai doveri non rispettati. Lo studio di Shai Davidai e Thomas Gilovich intitolato The Ideal Road Not Taken ha mostrato che la maggior parte degli individui identifica come rimpianto più profondo il non aver inseguito la versione ideale di se stessi. Questo spiega perché, in età avanzata, la conversazione non gira tanto attorno ai soldi o ai conformismi ma attorno ai sogni non tentati.

Le voci dal bordo letto. Quando la testimonianza flirta con la scienza.

Non sottovalutiamo la forza della testimonianza clinica. Bronnie Ware, che ha lavorato in cure palliative e ha raccolto decine di confessioni in punto di morte, racconta che il rimpianto più ricorrente era: avrei voluto avere il coraggio di vivere la mia vita in modo autentico. In un’intervista pubblicata su The Guardian ha detto che confrontarsi con la morte spesso “gives people permission to change direction.” Questa frase non attesta una legge universale ma illumina come il rimpianto diventi spesso una cartolina che le persone inviano ai vivi prima di andarsene.

Non tutte le cose non fatte pesano allo stesso modo.

Ho incontrato un uomo che a 72 anni coltivava ancora la passione per le auto depoca ma che raccontava di aver scelto il lavoro stabile e di aver sacrificato la possibilità di vivere allestero. Accanto a lui cera una donna che non riusciva a perdonare se stessa per non essere mai andata a un corso di pittura. La qualitá del rimpianto dipende dal legame con il proprio io ideale. Le omissioni che avrebbero potuto trasformare la percezione di se stessi in maniera sostanziale diventano ferite croniche.

Perché il rimpianto silenzioso cresce e si rafforza.

Con gli anni cambiano i filtri della memoria. Le omissioni si ricodificano in scenari di come avremmo potuto essere; il cervello tende a valorizzare gli scenari di vita non vissuti come prova di un potenziale perduto. Non è magia ma un bias cognitivo: le opportunità non colte si rievocano come finestre chiuse, mentre le azioni compiute si spiegano spesso come scelte giustificabili o adattabili. Questo è il motivo per cui chi ha 70 anni spesso parla di cio che non ha provato con un tono che somiglia meno al rimpianto passeggero e più a una definizione di identità mancata.

Una scomoda verità sul consiglio comune.

Sentiamo spesso frasi tipo segui il tuo cuore o non avere rimpianti. Sono frasi comode e in parte inutili. Non è detto che perseguire ogni impulso porti automaticamente a una vita senza rimpianti. Il nocciolo è più sottile: si tratta di capire quali scelte riguardano la forma della propria persona e quali invece sono adattamenti transitori. Il consiglio utile diventa meno imperativo e più investigativo: quali scenari di vita, se perseguiti, avrebbero trasformato la tua percezione di te stesso in modo duraturo?

Tattiche che evitano di accumulare rimpianti.

Non sto proponendo liste da guru. Ci sono mosse concrete e già studiate che riducono la probabilità che a settantanni tu dica mi sarebbe piaciuto avere il coraggio. Primo, separare le scelte di identità da quelle di contesto. Second, creare micro esperimenti: provare qualcosa a bassa posta in gioco per testare se è veramente parte del tuo io ideale. Terzo, coltivare conversazioni di qualità con persone che ti sfidano su chi vuoi essere davvero. La pratica quotidiana trasforma le omissioni in azioni ripetute e riduce la risonanza del rimpianto.

Una nota personale.

Vivendo in Italia mi sorprende che la cultura familiare qui spesso privilegi la stabilità a scapito di sperimentazione individuale. Questo crea un terreno fertile per rimpianti laterali. Non sto dicendo che la tradizione sia sbagliata ma che spesso la sua narrativa non lascia spazio agli esperimenti personali che, portati avanti presto o tardi, diminuiscono la probabilità di ritrovarsi con una lista di desideri non consumati sul letto di una vita ormai lunga.

Conclusione aperta

La psicologia ci fornisce strumenti per comprendere perché le persone sui 70 anni rimpiangono ciò che non hanno provato. Ma la strada dalla comprensione alla trasformazione è individuale e spesso disordinata. Non tutte le omissioni devono essere recuperate. Alcune devono essere rivalutate. Altre diventano scintille che spingono a fare piccoli passi, anche tardi. Rimane un fatto: ascoltare con attenzione i racconti dei settantenni significa imparare come costruire una vita con meno ruggine interna.

“There really isn’t a change in the intensity of either action or inaction regrets. There’s just a substitution of the kinds of things that you’re regretting.” Thomas Gilovich Professor of Psychology Cornell University.

“It gives people permission to change direction.” Bronnie Ware End of life caregiver and author The Guardian.

Tabella riassuntiva

Idea chiave Perché conta
Rimpianti per omissione Tendono a perdurare e definire lideale di se stessi.
Settantanni come amplificatore La percezione della finestra temporale rende le omissioni più significative.
Distinguere identità da contesto Aiuta a scegliere quali azioni meritano rischio e tempo.
Micro esperimenti Permettono di testare cio che davvero ci definisce senza grandi costi.

FAQ

Perché i rimpianti per cio che non ho fatto mi colpiscono di più a 70 anni?

Con il passare degli anni la percezione del tempo residuo si contrae e la memoria tende a rievocare scenari ipotetici più vividi. Le omissioni restano come possibili versioni di se stessi che non sono state esplorate rendendo il rimpianto più duraturo. Inoltre la psicologia mostra che gli “ideal related regrets” legati allio ideale sono cognitivamente e affettivamente più persistenti rispetto ai rimpianti legati ai doveri.

Cosa rende alcuni rimpianti più importanti di altri?

Il peso di un rimpianto dipende dal suo legame con lidentita percettiva. Se il mancato tentativo avrebbe potuto modificare profondamente la percezione di chi sei allora il rimpianto sarà più centrale. Se invece riguarda un contesto o una scelta secondaria potrebbe attenuarsi col tempo o essere reinterpretato come una scelta sensata.

Posso ridurre la probabilità di rimpianti futuri se ho già sessanta o settanta anni?

Sì. Anche in età avanzata è possibile ridurre lacuto dei rimpianti iniziando da piccoli esperimenti coerenti con il proprio io ideale. Non servono gesti epici ma ripetizioni che cambiano la narrativa personale. Parlare con persone fidate, provare attività a bassa posta in gioco e ridefinire cosa significa per te avere coraggio sono azioni concrete che funzionano.

Qual è il ruolo della cultura nella formazione dei rimpianti?

La cultura influenza le priorità di vita e i modelli di comportamento accettabili. In culture che valorizzano la stabilità e il ruolo familiare a scapito dellesperimento individuale, le omissioni personali possono accumularsi. Riconoscere questa dinamica aiuta a separare ciò che desideri veramente da ciò che ti è stato chiesto di essere.

Come distinguere un rimpianto utile da uno che serve solo a diabetizzare la vita emotiva?

Un rimpianto utile genera energia per cambiare e contiene elementi pratici di azione. Un rimpianto inutile ripete scenari ipotetici senza suggerire alcun passo pratico. Trasformare il rimpianto utile in micro azioni è la differenza tra rimuginare e trasformare.

Ci sono studi che dimostrano questa distinzione tra rimpianti?

Sì. Ricerche accademiche condotte da Shai Davidai e Thomas Gilovich e altri studiosi hanno dimostrato come i rimpianti legati allio ideale tendano a persistere e a essere scelti come i più importanti nella vita delle persone. Questi studi forniscono una base empirica che concorda con le osservazioni cliniche di cure palliative.

Author

  • Antonio Romano
    Antonio Romano is the professional cook and owner behind Pizzeria Il Girasole, based in Faenza (RA), Italy.
    With years of practical experience in commercial kitchen environments, Antonio oversees daily operations, menu development, ingredient sourcing, and service standards. His work focuses on consistency, preparation methods, and the disciplined execution of traditional Italian cooking techniques.
    Every dish served at Pizzeria Il Girasole reflects hands-on experience rather than theoretical trends. From dough preparation and timing to temperature control and final presentation, Antonio maintains direct involvement in the standards that define the restaurant’s kitchen.

    Editorial Responsibility
    Antonio is responsible for:

    Reviewing and approving all website content

    Ensuring menu descriptions reflect actual dishes served

    Maintaining accuracy of published restaurant information

    Overseeing updates related to operations or services

    All content published on https://yellowgreen-llama-591100.hostingersite.com is created or reviewed under his direction to ensure it accurately represents the restaurant.

    Professional Approach
    Antonio’s approach to cooking is based on:

    Ingredient knowledge

    Methodical preparation

    Attention to timing and balance

    Respect for traditional Italian techniques

    The website reflects the same philosophy applied in the kitchen: clarity, precision, and consistency.
    https://www.facebook.com/imantonioromanochef/

     

Leave a Comment