Per anni abbiamo ripetuto quel numero come fosse una preghiera laica del risparmio domestico. Diciannove gradi. Una soglia che è stata scolpita su opuscoli di enti pubblici e consigli energetici come se potesse far convivere bollette, salute e coscienza ambientale in equilibrio perfetto. Oggi però la discussione è cambiata. Non è solo una questione di economia domestica. È una questione di scelte pratiche, di edilizia, di diversità umana e di come viviamo davvero dentro le nostre case.
Perché 19°C è diventato un numero problematico
La prima ragione è tecnica: l aria fredda non è l unico elemento che determina come ci sentiamo. Il corpo percepisce la temperatura in relazione alle superfici che ci circondano al movimento dell aria all umidità e al tipo di attività che stiamo svolgendo. Un termostato che segna 19°C non sa se stai seduto su un divano con il pavimento in pietra o in una stanza ben isolata e soleggiata. Non sa se in casa c è una persona anziana con problemi circolatori o un bambino che gioca sul pavimento.
La scienza del comfort non ama i numeri assoluti
Negli ultimi anni gli esperti di comfort termico hanno spostato l attenzione dal singolo valore a fasce di temperatura adattive. In pratica piuttosto che privare il corpo di qualche grado per risparmiare è più sensato regolare ambiente e abitudini in modo intelligente. E questo cambia completamente il messaggio: non più il dogma del 19°C ma una strategia che riscalda le persone non gli spazi vuoti.
Quello che gli esperti stanno dicendo adesso
Non sto parlando di voci dalla rete ma di professionisti che da anni studiano l interazione tra edifici e organismi umani. Stefano Schiavon ricercatore e professore di architettura e ingegneria civile e ambientale all Università della California Berkeley spinge su un punto concreto e forse poco intuitivo: il movimento dell aria può amplificare o ridurre la sensazione di calore o freddo in modo significativo.
“If we increase air movement even if you are sweating a lot it never accumulates on your body in moderate conditions and therefore you are feeling fine.”
Non è una citazione che ti dice che devi alzare tutte le case a 21°C. È una porta aperta su soluzioni pratiche: più ventilazione mirata ventilatori a bassa velocità o progettazione che favorisca scambi d aria intelligenti possono ridurre la necessità di alzare il termostato.
Non solo comfort ma salute e rischio dell abitare
Chi è vulnerabile ha bisogno di regole diverse. Il vecchio consiglio – applicabile a tutti come fosse un ugualizzatore sociale – ignora la variabilità biologica. E qui il punto diventa politico: chi decide quali temperature sono appropriate in edifici pubblici scuole ospedali? Alcuni professionisti del settore hanno mostrato come una politica unica possa esporre persone fragili a rischi reali o costringerle a vivere col freddo per risparmiare.
“Why we need to rethink our HVAC set points is because that arbitrary standard takes no account of outside temperatures and comfort levels and was based on a 44 year old man from the 1950s.”
Crabb non è qui per imporre comfort da salotto borghese. Dà una mano a capire che certe norme storiche hanno radici che oggi non reggono: l edilizia è cambiata, la composizione demografica è cambiata e le esigenze non sono più universali.
La proposta pratica che conviene leggere senza pregiudizi
Non dico che debba diventare un assalto improvviso ai termostati. Dico che una strategia utile passa per tre mosse non banali: pensare in fasce di temperatura più che in numeri fissi; investire nel miglioramento dell involucro termico; usare la tecnologia per scaldare le persone e non i corridoi. Questo approccio è meno drammatico e spesso più economico di quello che immaginate perché riduce gli sprechi dove non servono e concentra le risorse dove fanno davvero differenza.
Regole pratiche che funzionano e non sono scontate
Immagina una casa che tiene 20 21°C nel soggiorno mentre le stanze poco usate restano più fresche 16 18°C. Pensalo come una mappa dinamica non come un righello. Usa valvole termostatiche su radiatori in stanze diverse orari programmati per scaldare solo quando serve sensori di presenza per evitare sprechi. Piccoli interventi nell isolamento e tende pesanti che fanno la differenza molto più di un grado in più sul termostato.
Perché questa visione irrita i moralizzatori del risparmio
Perché rompe il racconto semplice e colpevolizzante: non basta stare tutti a 19°C per salvare le apparenze morali. Ci sono famiglie che non possono spendere per lavori di ristrutturazione e ci sono pensionati che non possono permettersi di tremare al freddo. La soluzione non è una campagna di colpevolizzazione ma misure pubbliche mirate e strumenti che consentano a tutti di accedere a case più sane.
Conclusione Provocatoria
Se per anni avete difeso 19°C come prova di virtù civica non vi biasimo. Capita. Ma la virtù oggi è capire che le soluzioni semplici raramente funzionano davvero. La nuova intelligenza è pragmatica: fasce di temperatura, edilizia che lavora per noi, tecnologia che risponde alle nostre vite. E un po di buon senso: scaldare la persona più vulnerabile prima di scaldare uno sgabuzzino vuoto.
Riepilogo
| Problema | Nuova visione |
|---|---|
| 19°C come regola unica | Fasce di temperatura adattive tra 20 e 22°C per gli spazi vivi e 16 19°C per stanze poco usate |
| Risparmio a scapito del comfort | Risparmio intelligente con isolamento regolazione zona per zona e controllo mirato |
| Ignorare vulnerabilità | Priorità a bambini anziani e malati con temperature leggermente più alte in stanze di riferimento |
| Tecnologia vista come lusso | Uso di valvole termostatiche sensori e programmi per scaldare persone non spazi vuoti |
FAQ
Qual è la temperatura consigliata oggi per il soggiorno durante il giorno?
La maggior parte degli studi e dei consulenti suggerisce una fascia tra 20 e 21°C per il soggiorno durante il giorno per adulti in buona salute. Questa è una raccomandazione generale non un dogma e può essere adattata in base a isolamento dell immobile abitudini e presenza di persone vulnerabili.
Se aumento la temperatura di un grado spenderò molto di più?
Non necessariamente. Il vero costo dipende dall efficienza dell impianto dall isolamento e da quanto tempo il sistema resta acceso. Spesso interventi modesti sull involucro o una semplice programmazione oraria riducono molto i consumi e permettono qualche grado in più dove serve senza un impatto proporzionale sulla bolletta.
Perché alcuni esperti parlano di temperatura operativa e non di aria?
Perché la sensazione termica dipende anche dalle temperature delle superfici circostanti e dal movimento dell aria oltre che dall umidità. Due stanze con la stessa temperatura dell aria possono sembrare molto diverse se i muri o i pavimenti sono freddi.
Come posso applicare questo approccio in una casa in affitto?
In un affitto cercate misure non invasive che migliorano il comfort: tende termiche tappeti per isolare pavimenti freddi paraspifferi per porte e finestre termostati programmabili o valvole termostatiche sui radiatori. Molti interventi a basso costo aumentano la sensazione di calore senza modifiche permanenti.
È vero che una casa troppo fredda aumenta il rischio di muffa?
Una temperatura troppo bassa combinata con umidità e scarsa ventilazione aumenta il rischio di condensa e muffa. Un approccio equilibrato che include ventilazione controllata e livelli di temperatura non estremi riduce questo rischio meglio di una fissazione a un unico valore.
Posso usare ventilatori anche d inverno secondo gli esperti?
Sì un movimento d aria leggero può migliorare la percezione di comfort in alcune condizioni senza richiedere un aumento della temperatura ambiente. È una strategia spesso sottovalutata ma supportata dalla ricerca sul comfort termico.