Ritratto di Meloni cancellato in una chiesa di Roma: la mossa improvvisa che ha fatto esplodere la polemica

La basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma si è ritrovata al centro di un piccolo ma rumoroso terremoto: un cherubino restaurato ha mostrato una somiglianza così marcata con la premier Giorgia Meloni che la faccenda è diventata in poche ore una discussione nazionale tra fedeli, politici, conservatori dell’arte e curiosi in cerca di uno scatto virale. Quello che doveva essere un intervento di ripristino del 2000 si è trasformato in un caso che mette insieme sacro, immagine pubblica e controllo dei beni culturali. ([ansa.it](https://www.ansa.it/english/news/2026/02/04/melonis-face-removed-from-rome-church-fresco_e4bf391f-a930-42e2-8180-0377b3fb7316.html?utm_source=openai))

Il fatto in breve

Un restauro nella cappella dedicata a Umberto II ha rivelato un volto nell’angelo che molti hanno identificato con la prima ministra. Dopo la pubblicazione delle immagini su La Repubblica la vicenda ha scatenato l’attenzione dei media e del Ministero della Cultura. In seguito a proteste e a un intervento della Curia il volto è stato coperto con intonaco e pigmento: il cherubino è rimasto senza faccia. Questo atto di copertura è stato spiegato dal parroco come una necessità pratica per evitare che la cappella diventasse più una mostra che uno spazio di preghiera. ([theguardian.com](https://www.theguardian.com/world/2026/feb/01/likeness-of-restored-angel-to-giorgia-meloni-triggers-investigations-in-rome?utm_source=openai))

Perché ha fatto notizia

Non si tratta soltanto di estetica. La chiesa è vicinissima ai palazzi del potere e la figura ritrovata accanto a un busto di Umberto II ha reso la situazione carica di simboli: restauri che assomigliano a politici possono apparire come messaggi velati, come richiami di legittimazione o come una sottile propaganda. La reazione delle istituzioni è stata immediata perché il restauro di edifici di culto rientra anche in regole di tutela e autorizzazione: non si può intervenire a piacimento senza nulla dichiarare. Il Ministero ha avviato accertamenti e la Soprintendenza ha ricordato l’obbligo di autorizzazione per i lavori. ([theartnewspaper.com](https://www.theartnewspaper.com/2026/02/06/giorgia-meloni-face-removed-from-vatican-fresco-after-complaints?utm_source=openai))

La cronaca e le versioni contrastanti

Il restauratore Bruno Valentinetti ha prima minimizzato, poi ha ammesso di essersi ispirato a un volto moderno. Il parroco Monsignor Daniele Micheletti ha detto che l’immagine è stata rimossa perché divenuta divisiva e che la chiesa era assiepata di persone venute più per la fototessera che per la messa. Di diverso tono sono state le reazioni della Curia e di alcuni membri della diocesi che hanno parlato di uso improprio dell’iconografia sacra. L’opposizione politica ha parlato subito di strumentalizzazione. Tutto questo ha alimentato la sensazione che a decidere non sia stata solo l’arte ma un equilibrio di pressioni pubbliche e istituzionali. ([ansa.it](https://www.ansa.it/english/news/2026/02/04/melonis-face-removed-from-rome-church-fresco_e4bf391f-a930-42e2-8180-0377b3fb7316.html?utm_source=openai))

“It was right to do the restoration, but the initial format, which was very different, must be exactly respected.” Monsignor Giulio Albanese head of communications Diocese of Rome.

La frase di Monsignor Giulio Albanese riassume due tensioni parallele: il rispetto della storia artistica e la resistenza a qualunque uso politico di uno spazio sacro. Non era una dichiarazione allarmistica fine a se stessa: in essa c’è la preoccupazione istituzionale di arginare fenomeni che potrebbero trasformare chiese storiche in palcoscenici per messaggi civili o di propaganda. ([ansa.it](https://www.ansa.it/english/news/2026/02/04/melonis-face-removed-from-rome-church-fresco_e4bf391f-a930-42e2-8180-0377b3fb7316.html?utm_source=openai))

Un gesto visibile ed evasivo

La rimozione del volto non è stata una pulizia chirurgica, bensì una copertura visibile. Il cherubino ora appare come un corpo senza identità facciale: la cancellazione stessa ha prodotto immaginario. In questa rimozione c’è un paradosso da registrare: eliminare un volto che sembrava politico ha creato un nuovo elemento di spettacolo e ha dato alla chiesa una nuova storia, forse più forte di quella precedente. Non so se qualcuno abbia misurato l’effetto collaterale di quel gesto: i fedeli che tornano a pregare scoprono di essere in un luogo che ha vissuto una piccola drammatica sceneggiatura pubblica. ([apnews.com](https://apnews.com/article/4413c13e787832e913f9e2cb78da647b?utm_source=openai))

Un commento istituzionale

Il parroco ha cercato di stemperare dicendo che non voleva promuovere niente e che la decisione è stata presa per riportare il luogo al suo ruolo originario. Queste parole non cancellano la percezione che la chiesa, oltre che custode di fede, sia oggi intersezione di pubblicità virale e controllo del patrimonio. La Soprintendenza ha ricordato l’obbligo di presentare bozze e autorizzazioni per dirimere eventuali “ritocchi” che alterino l’iconografia sacra. Regole e responsabilità diventano qui dispositivi concreti. ([theartnewspaper.com](https://www.theartnewspaper.com/2026/02/06/giorgia-meloni-face-removed-from-vatican-fresco-after-complaints?utm_source=openai))

Ci sono lezioni politiche e culturali

La vicenda illumina un terreno sensibile: la frontiera tra artista volontario e tutela pubblica, la prossimità delle istituzioni religiose ai luoghi del potere e la fame mediatica di immagini che generano interazione sui social. Più che una sola colpa, io vedo scelte di sistema che vanno ristudiate. La cultura della trasparenza nei restauri, l’educazione a non trasformare sacro in clickbait e la prompta applicazione delle normative potrebbero prevenire repliche simili. Qui non serve moralismo predicatorio ma dispositivi pratici di prevenzione. ([reutersconnect.com](https://www.reutersconnect.com/item/fresco-resembling-giorgia-meloni-removed-from-rome-basilica/dGFnOnJldXRlcnMuY29tLDIwMjY6bmV3c21sX01UMUFOQURMMDAwRUo1NU85?utm_source=openai))

Due parole personali

Mi ha colpito il fatto che il gesto più brusco sia stato proprio la rimozione. Io credo che il restauro non sia mai neutro e che l’arte cerchi sempre un dialogo con il presente. Ma quando quel dialogo investe volti riconoscibili e potere politico allora il teatro cambia. Non confido in soluzioni semplici; confido in pratiche trasparenti e in un ritorno a procedure chiare. Restare in bilico tra tolleranza creativa e dovere di tutela è la sfida.

Com’è andata a finire finora

Il volto è stato cancellato e il caso chiuso ufficialmente con la rimozione. Non escludo che la discussione possa riaccendersi: la politica italiana ama ricomporre vecchie questioni con nuove scintille. Se qualcuno pensava che fosse una notizia minore, ha visto che basta un pennello per far parlare l’intero paese per giorni. L’indagine del Ministero della Cultura rimane aperta per chiarire difformità procedurali e responsabilità dei restauri. ([ansa.it](https://www.ansa.it/english/news/2026/02/04/melonis-face-removed-from-rome-church-fresco_e4bf391f-a930-42e2-8180-0377b3fb7316.html?utm_source=openai))

Punto Sintesi
Evento Restauro nella basilica di San Lorenzo in Lucina con un cherubino modificato che ricordava la premier Giorgia Meloni.
Reazione Controversia pubblica e intervento della Curia e del Ministero della Cultura; volto coperto con intonaco.
Motivazioni Questioni di tutela del patrimonio e timori di strumentalizzazione politica dell’iconografia sacra.
Esito immediato Rimozione dell’immagine facciale e apertura di accertamenti ufficiali.

FAQ

Perché il volto dell’angelo è stato rimosso?

Il volto è stato coperto dopo che la somiglianza con la premier ha scatenato una forte attenzione pubblica e polemiche sulla possibile strumentalizzazione dell’arte sacra. La Curia e la Soprintendenza sono intervenute sostenendo che l’intervento non rispecchiava l’iconografia originale e che i restauri in edifici di culto richiedono autorizzazioni specifiche. La scelta di coprire il volto è stata presentata come un modo per riportare la cappella al suo ruolo e per limitare la trasformazione del luogo in attrazione turistica. ([apnews.com](https://apnews.com/article/4413c13e787832e913f9e2cb78da647b?utm_source=openai))

Chi ha deciso la rimozione e su quale autorità?

La rimozione è avvenuta su ordine della Curia e per richiesta di autorità ecclesiastiche interne alla diocesi di Roma con collaborazione del parroco. Il Ministero della Cultura ha contemporaneamente avviato verifiche tecniche per capire se sono state violate procedure amministrative relative a restauri. La sovrapposizione di competenze civili e religiose ha reso la decisione di rimozione nello stesso tempo pastorale e amministrativa. ([reutersconnect.com](https://www.reutersconnect.com/item/fresco-resembling-giorgia-meloni-removed-from-rome-basilica/dGFnOnJldXRlcnMuY29tLDIwMjY6bmV3c21sX01UMUFOQURMMDAwRUo1NU85?utm_source=openai))

Il restauratore ha ammesso di essersi ispirato alla premier?

Sì. Il restauratore Bruno Valentinetti, inizialmente evasivo, ha poi ammesso di essersi ispirato a un volto moderno che alcuni hanno identificato con la leader politica. La dichiarazione ha alimentato il dibattito sulla responsabilità dell’intervento e sulla necessità di procedure autorizzative più stringenti per restauri in luoghi tutelati. ([theartnewspaper.com](https://www.theartnewspaper.com/2026/02/06/giorgia-meloni-face-removed-from-vatican-fresco-after-complaints?utm_source=openai))

Ci sono implicazioni per altri restauri in chiese italiane?

La vicenda ha di fatto richiamato l’attenzione sulle regole: la Soprintendenza ha ribadito che per ogni intervento devono essere presentate bozze e richieste di autorizzazione. A livello pratico questo caso potrebbe indurre a controlli più accurati e a una maggiore prudenza da parte di chi interviene su opere in spazi religiosi, con l’obiettivo di evitare future contestazioni pubbliche. ([theartnewspaper.com](https://www.theartnewspaper.com/2026/02/06/giorgia-meloni-face-removed-from-vatican-fresco-after-complaints?utm_source=openai))

Che cosa resta aperto e cosa possiamo aspettarci ancora?

Resta aperta l’indagine sulle procedure adottate e sulle responsabilità tecniche. Dal punto di vista culturale la questione rimane: come regolare l’intersezione tra arte sacra e rappresentazioni politiche in un’epoca di iconografia velocissima? Non c’è una risposta semplice e il caso potrebbe tornare utile per ridefinire linee guida più chiare. Nel frattempo la piazza mediatica continuerà a sollevare interrogativi sul confine tra espressione artistica e tutela del patrimonio. ([reutersconnect.com](https://www.reutersconnect.com/item/fresco-resembling-giorgia-meloni-removed-from-rome-basilica/dGFnOnJldXRlcnMuY29tLDIwMjY6bmV3c21sX01UMUFOQURMMDAwRUo1NU85?utm_source=openai))

Author

  • Antonio Romano
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